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martedì 18 febbraio 2020

POESIA DELL'ORTO

Terapia di rilassamento
POESIA DELL’ORTO

 Mentre in piedi sto sulla verde e tenera erba, mi accorgo di godere di ciò che provo sulla pelle nelle tiepide e frizzanti ore che trascorro nel cuore dei giorni chiari di metà Marzo.

    Obbligato da un fiore primaticcio a fare l’inchino per raccogliere davanti a me una viola viola.

    Mentre un irrefrenabile impulso mi fa sniffare il suo delicato profumo che mi cambia la dimensione di percezioni,  portandomi ai pensieri di antichi ricordi che piegano delicatamente gli angoli della mia bocca in un lieve sorriso.

Mi accorgo della lieve e tiepida brezza, solo perché vedo le foglioline tremanti.

    Mentre un sussurro con effetto antidepressivo giunge armonioso al mio udito con la sinfonia di centinaia di becchi canterini che con un intreccio di suoni esprimono il desiderio di un partner accondiscendente per il proseguo delle loro vite, glorificando a loro modo il creatore del tutto.

Esprimono in coro e continuativo carillon di Lodi descritto nel Salmo 150.




LA MANSARDA

Libera da piccioni e 
pipistrelli
LA MANSARDA
Ex piccionaia luogo di riposo di piccioni pipistrelli e passeri, silenziosa buia e polverosa, piena di residui più disparati ormai dimenticati, ora  mansarda. Trentaaaametriiiiiiquadriiiiiiiigodibili + 70 mq. per sistemazione di cose più basse, la sua conformazione è stata la causa di tante testate, col trigemino lesionato che si è poi risolto dopo 3 mesi di dolori atroci.    
Colombi pipistrelli stornelli e passeri costretti a traslocare all'arrivo dei  muratori coi martelli,  e col rimbombante rumore di badin e badan, fanno la trasformazione, impianti, bagni cucina, camerette, grandi finestre, una bella vista, un ambiente molto confortevole e ben vivibile, e come dice mia moglie, con un buon profumo di casa. 
Così la vita collinare barbareschina (cioè nel senso di Barbaresco) scorre via in modo sereno.
Tuttavia, come una bellissima perla è racchiusa in un involucro crostaceo, così la crosta delle solette racchiudono un vivere piacevole, oppure come nel racconto della “piccola fiammiferaia” che per riscaldarsi le mani utilizza il calore che si sprigiona dalla fiamma del  fiammifero acceso, così è il nucleo familiare anche se abita nel piccolo, è  comunque bello caloroso e tranquillo, dove è sufficiente una piccola fiamma di parole gentili per sentire il calore.             
     E… di Ab….

NEVICA AL DI LA DEL VETRO

Il gioco più bello
FUORI NEVICA

I fiocchi cadono dal cielo quasi infiniti, unici, silenziosi, delicati. 

E' sufficiente il tocco di un dito che si sciolgono lasciando una lieve umidità, sono bianchi, di grado zero per il termometro, cadono fuori dalla finestra, cadono uno sopra l’altro, coprono ogni cosa non calda perché sono sensibili al calore.

Cadono ad un ritmo variabile ora lentamente e poi aumentano di numero, aumentano anche di volume, a volte diventano come chicchi di riso tintinnanti. 

Quando cadono, i rumori si attenuano perché i fiocchi li assorbono facendo da isolante, i fiocchi cadono anche sugli uccelli che arruffando le piume per mantenere il calore corporeo, si zittiscono e si ritirano sotto le fronde più scure degli alberi sempreverdi.

Cadono i fiocchi sul muschio e sul piccolo fiore rimasto che resiste alla gravità del loro peso per un po' facendo un capolino sempre più piccolo, fino al suo cedimento totale.

Gli adulti si preoccupano della mobilità sulle strade, e gli spazzaneve sono in attesa di una quantità sufficiente per entrare in funzione per la sua rimozione.

La neve cade per la gioia dei bambini, che con occhi spalancati ne seguono la caduta al di là dei vetri, mentre i ragazzi coi guanti infilati non vedono il momento in cui potranno esibirsi come artisti nel fare il pupazzo di neve.

Cade la neve fuori dalla finestra e mi viene voglia di farmi un caffè.

Cade... la neve cade.





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En.. di Ab….

LA MORTE DIETRO IL PARAVENTO

Quando si distente a volte
è finita. 

GEMITI E RANTOLI UN LUNGO ESPIRO, E POI SILENZIO

La fine del tuo coniuge, e tu eri nel traffico con l'affanno di poter arrivare in tempo.
Era allo stato terminale, l'infermiera le ha dato l'ultima medicina solo come proforma, ma ormai consapevole della sua ultima ora o minuti.
Poi mentre si allontanava ha allungato il libro del paravento o separé.
Lei sola ormai inconsapevole ha fatto l'ultima esalazione col suo ultimo espiro.
Gli impulsi elettrici delle sinapsi del cervello si sono spenti, la tonicità delle sue cellule hanno cominciato il rilassamento, innescando un meccanismo perverso di chimica per tornare polvere.
La vita era terminata, lacrime dolore strilla sono ormai impotenti.
Rimane l'urgenza di coprire e seppellire il passato, passato rimasto nelle fotografie, nei filmati e nella memoria che sbiadisce col passare del tempo fino ad azzerarsi per i più .
Maria e Maddalena piangevano la morte del loro fratello Lazzaro.
Ma c'era uno che non vedeva l'ora di far vedere al mondo il processo inverso.
Gesù chiese a queste due sorelle addolorate se credevano di poter vedere tornare in vita il loro fratello con queste parole:
"Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me, anche se muore, tornerà a vivere....tu ci credi?" Giovanni 11:25

Che meravigliosa promessa e una rincuorante speranza, ma specialmente l'emozionante realtà quando Marta e Maria videro Lazzaro uscire dalla tomba con le sue gambe.
Io ci credo, e tu ci credi?

DIETRO LA SIEPE

Un ambiente rilassante

COSA C'È DIETRO LA SCIEPE?
Un nascondiglio, un gatto, il buio, un serpente, un luogo segreto, l'infinito, una visuale migliore sulla valle, mia sorella che si è nascosta, o Teresa chiamata Silvia da Leopardi, il pallone che avevo perso, l'incognito, la paura, una cosa nascosta, la colpa di un peccato, 
l'emozione del primo bacio, un'altra siepe.....

Per la giovane mente è un immaginario caleidoscopio di immagini, di tutto e di più.
Per il giardiniere, è un lavoro dove può sfoggiare il suo estro provando soddisfazione.
Per il proprietario, è un biglietto da visita.
Per noi che la osserviamo in fotografia attraverso lo schermo del tablet, proviamo alcuni momenti gradevoli, anche se non ci sono fiori.
Per il topo preso dal gatto, è la sua fine.
Dietro la siepe c'è un intero mondo con prospettive infinite.
Dietro la siepe c'è il mistero che incuriosisce e se vuoi saperlo devi allungare il collo e osservare in basso.
Conoscere, sapere, ti da pace, una volta che lo scopri perdi forse l'interesse? No ma vuoi saperne sempre di più. 

Ora immagina se la siepe è la cortina che separa il visibile dall'invisibile, le domande si moltiplicano, ecco perché il salmista chiese un aiuto per conoscere, per saperne di più:
"Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio. Il tuo spirito è buono: mi guidi su un terreno pianeggiante" Salmo 143:10
"Questo significa vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo" Giovanni 17:3
Dietro la siepe c'è l'infinito.
Dietro la siepe c'è Dio ma lo devi cercare.



domenica 16 febbraio 2020

SOLITUDINE CHE PORTA AL DEGRADO. ESISTE UNA SPERANZA

 

Simbolo di un'incuria che porta
al degrado
Quando non c'è nessuno che lo
sostituisca

Una porta chiusa con le ragnatele negli angoli.

Un tavolo impolverato con sopra una testata di un giornale imbrunito e stropicciato.
Un lavello pieno di stoviglie sporche.
Un gatto spelacchiato che si gratta le pulci.
La cassetta della posta piena di pubblicità pressate.
Nessuna telefonata, nessun messaggio.
Una radio guasta col filo dell'antenna penzoloni.
Un ragno che costruisce la sua ragnatela sul vetro puntinato da escrementi di mosche e spaccato in 3. 
Un single che in posizione gobba mangia nella scatola tonno e piselli.
Il ritornello dell'ambulanza che svincola nelle curve in lontananza.
Il raduno dei corvi sull'albero spoglio che esplodono nel silenzio con il loro KRAA KRAA KRAA facendo a gara a chi lo fa più forte.
Un cane che ulula da qualche parte perché è solo anche lui come un cane.
Guardare le macchie grigie che sono sulla parete della cucina dove in precedenza hai schiacciato le zanzare gonfie del tuo sangue.
Il gocciolare del rubinetto del bagno che nel silenzio della notte cade nella ciotola ormai colma con rumore esagerato.
Osservare gli schizzi del sugo datati che sono al livello del tavolo.
Il fischio del vento sulla foglia penzoloni di una canna rotta.
Bere l'acqua in un bicchiere con le gocce di calcare attorno.
Nessun parente o se ci sono, sono molto lontani.
Diverse cimici in giro che si alternano a fare dei brevi voli.
Una candela consumata e spenta con lo stoppino caduto e ancora fumante.
Le briciole per terra che fanno lavorare con frenesia le formiche piccole.
Silenzio, depressione, un pensiero fisso, il vuoto.
Nessun sentimento, nessuna reazione.
Impossibile anche la realizzazione del pensiero volgare della solitudine di Gianna che lei poi ha trovato l'America.

Chissà perché queste immagini mi fanno pulsare nella mente un nome che tribolo a metterlo nero su bianco per via della pubblicità avversa dei media che la descrivono come vendicativa, 
'LA VECCHIA RUSSIA'
Che ai suoi nemici faceva, e fa bere la polvere di plutonio.

Immagini di tristezza e di abbandono simili a quelle che evoca il ponte Morandi dimenticato dai responsabili, e abbandonato all'incuria della salsedine, del vento, del sole, della pioggia, della ruggine, dell'eccessivo traffico, delle vibrazioni dei pesanti super tir. 

Ponte abbandonato , come lo è la donna sola nella casa, ma ecco che inaspettatamente arriva lui con un Kawasaki 1000 CC tutta cromata e i vetri della casa col mastice secco cominciano a vibrare battendo sui chiodini di fermo, lui che, fuori nel cortile seduto sulla lunga sella  borchiata, insiste impaziente e gira a manetta l'acceleratore facendo quasi esplodere il motore con un rumore simile a un aereo in decollo.
Solitudine e degrado via, gettate alle spalle, salta sulla moto e vai.

Come è vero il detto che due sono meglio di uno.
Se poi tu sei consapevole di non essere solo, perché stai cercando come amico il N 1 dell'universo, 'wow', mai più degrado e ne solitudine, ma voglia di vivere, e di parlare, perché ti protendi verso di Lui che ti sta' invitando con le seguenti parole.
Isaia 41:10. "Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia".
Non ti scalda il cuore questa citazione?
Se poi il tuo credere diventa stabile, vai in giuggiole.