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venerdì 18 settembre 2020

GLI ANGELA (NON È UN ERRORE)

  



Gli Etruschi nell'nno 295 avanti 
Cristo diedero inizio alla tua 
storia quando ti forgiarono.



Colosseo anno 70 dc

San Pietro anno 1506

Il Vittoriano anno 1885

Progetto EUR 1942

L'EFFICIENZA LA CONOSCENZA IL TATTO LA DISCREZIONE IL RISPETTO L'IMPATTO L'INDIRIZZAMENTO CHE ESPRIMONO NEI LORO SERVIZI, CI LUSTRA ANCHE UN PO' NOI.



Roma la culla degli artisti e dei monumenti.

Un monumento sarebbe appropriato anche per loro due.

Il documentario che mi ha fatto scattare questo apprezzamento è stato quello che ha descritto le bellezze di Roma 'I cieli di Roma'.

Tuttavia mi chiedo se una concentrazione di così tante qualità possa escludere la fede nel Creatore della bellezza che esprime pure la su generosità delegando la capacità di esprimerla a molti uomini.

Uomini che hanno concepito monumenti di pura bellezza artistica, che risaltano ancor più in una città che oggi manifesta sonnolenza e trascuratezza.

 Attorcigliata da un grande fico strangolatore detto mafia che succhia la sua linfa come facevano Romolo e Remo col latte della mitica lupa, a tutt'oggi è complicato tagliarlo per l'iberare Roma.

Sono le immagini che bucano i sentimenti di chi le osserva, facendo esplodere un granello di sabbia di apprezzamento del deserto di sabbia costituito da tutte le opere realizzate.

Gli Angela hanno la capacità di posizionare la lente nel posto giusto per ingrandire le zone più belle.

Un turista del mondo non è tale se non ha visto almeno una volta le bellezze di Roma, il documentario che mi ha ispirato a scrivere questa riflessione.

A cominciare dalla lupa il primo simbolo dei colli Romani nei tempi in cui era dominatrice delle foreste che condivideva con gli Etruschi.  In seguito con l'evolversi della storia quei colli divennero la città eterna, Roma descritta magistralmente dal 2013 col film la grande bellezza.

Roma: quale sarà la tua storia futura?  Sarai liberata? Da chi? Che fine faranno le tue bellezze? 

Ezechiele un Angela dell'antichità la descrisse con un canto funebre. 

"Figlio dell’uomo, intona un canto funebre riguardo al re di Tiro (città dominatrice come lo fu Roma). Digli: ‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice:“Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza....Eri ornato di ogni pietra preziosa: rubino, topazio e diaspro, crisolito, onice e giada, zaffiro, turchese e smeraldo. Montature e castoni erano d’oro" Ezzecchiele 28:12

Il canto funebre è sinonimo di giorni nefasti.


   E… di Ab…

giovedì 30 aprile 2020

IL SOLDATO



Soldato
con la 
completa
armatura
Anche il miglior
fisico non
resiste al tempo
UN CONCENTRATO DI FORZA FIDUCIA STABILITÀ ELASTICITÀ DINAMISMO E INTELLIGENZA

Terence Hill, Giuliano Gemma, Burt Lancaster, all'inizio della loro carriera cinematografica erano dei veri atleti acrobati.
Personaggi simpatici e intelligenti sprizzavano energia da ogni piccolo muscolo così mi immagino il soldato.
Trasmette sicurezza a colui che protegge, mai aggressivo e sempre pronto e desto a difendere, con lui vicino ti senti al sicuro.

Il soldato ha il fisico del tennista Federer e di tutti gli altri tennisti all'apice della loro carriera, con muscoli d'acciaio pronti a scattare. 

Il suo sguardo oltre a essere dinamico è acuto, e sempre buono.
Diverso dal body guard che vede il pericolo ovunque, Il soldato è rilassato sicuro di se, e interviene solo se è veramente necessario nulla lo spaventa e non trema davanti a niente.
Il suo passo è slanciato leggermente molleggiato sempre pronto a fare il balzo, cammina con passo fermo è sicuro, cammina diritto sia come percorso che come schiena muove solo la testa e vede ogni cosa a 360°.

Fronte alta con un accenno di sorriso esprime l'immagine di una salute impeccabile nulla gli fa male ma si sente bene sia dentro che fuori se stesso.

Il soldato è forte coraggioso impavido buono soccorrevole disposto a sacrificarsi aiuta i deboli e fronteggia gli spavaldi.

A lui gli affideresti senza minimo dubbio il portafoglio e anche tuo figlio perché lo protegga, hai fiducia nel suo senso di giustizia e ti rilassi al solo vederlo da lontano.


Non è la descrizione di un soldato romano o delle forze speciali ma un soldato immaginario che dovrebbe essere così, ma che purtroppo non esiste.

Esistono comunque i soldati spirituale o soldatesse spirituale, che rispecchiano molto bene questa descrizione:

"Quale eccellente soldato di Cristo Gesù, accetta la tua parte..- 2Timoteo2:3
"prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e rimanere saldi dopo aver fatto tutto il necessario." Efesini 6:13

Non è il soldato prete, perché ormai con il loro abito o divisa evocano una categoria di dubbia moralità, una figura cupa.

Tuttavia anche il soldato spirituale ha bisogno della completa armatura:

"Rimanete dunque saldi, con la cintura della verità stretta intorno alla vita, la corazza della giustizia indosso, e i piedi calzati con la prontezza ad annunciare la buona notizia della pace. Oltre a tutto ciò, prendete il grande scudo della fede, con cui potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Malvagio" Efesini 6:14

Il soldato di Cristo è il buon Samaritano, soccorre, difende se necessario con la sua vita, e aiuta i deboli accondiscendenti e bisognosi, in assoluto non potrà mai sfruttarli.

Oggi Sabato 9 aprile 2022 risulta che i soldati in guerra non siano così.

Vedi anche:

En.. di Ab….   E… di Ab….

LA FLESSIBILITÀ

Che buone le ciliegie 
 FLESSIBILE È CHI SI PIEGA MA NON SI SPEZZA

La natura ci insegna
Il duro dice: "mi spezzo ma non mi piego".

Il saggio dice: "mi piego ma non mi spezzo".

Seduto comodo sul divanetto con cuscini a spugna dura.
Rivolto a ponente come sfondo le Alpi del cuneese col Monviso leggermente a destra.
Situato sotto il porticato ad archi sulla terrazza esterna crogiolato al sole e al vento, comincio a riflettere.

Appena oltre il terrazzo c'è un grande albero stracarico di ciliegie quasi mature.
Con alcuni rami prospicenti che si appoggiano direttamente sulla ringhiera.
Il vento si intrufola senza trovare porte chiuse fra milioni di foglie.
Foglie in grado di suonano una musica rilassante e gradevole di mille violini che vibrano con le note più basse.

Il sole alto tra il Sud e l'Ovest mi riscalda in crescendo, ho solo la testa all'ombra, i piedi a contatto diretto con le piastrelle surriscaldate, mi assopisco leggermente, sentendomi bene, rilassato e riconoscente verso Colui che ha creato tutto ciò.
"Tu sei degno, Geova, nostro Dio, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esse esistono e sono state create!". Rivelazione 4:11

Lo sguardo si posa sul grande albero di ciliegie primaticce nascoste sotto le foglie.
Il vento spostando le foglie ne espone alcune al sole diretto, facendo brillare la loro pelle come tante stelline.
I rami dell'albero si piegano più o meno velocemente in base alla forza del vento, le foglie tremano ma non si staccano dall'albero, tutto si flette resistendo a ogni tipo di vento.

LA FLESSIBILITÀ È VINCENTE
L'acciaio è un materiale flessibile, permette di fare grattacieli e ponti resistenti.
Dal grande albero al filo d'erba tutto si flette alle forze esterne, resistendo alle prove, che una volta passate, lascino tutto come prima.

La flessibilità non è tolleranza o sopportazione, neppure avere due misure è flessibilità ma ingiustizia, ma essere malleabili, arrendevoli, ragionevoli, compassionevoli.

Tu sei un uomo flessibile? Allora sei un uomo saggio.
Sei un uomo rigido? È solo questione di tempo, ti spezzerai.
"Chi fra voi è saggio e ha discernimento? Mostri, attraverso la sua eccellente condotta, che le sue opere sono compiute con la mitezza derivante dalla sapienza" Giacomo 3:13 
In poche parole, sii flessibile, 
purché risolverai tutte le tue contese.




   E… di Ab….

martedì 18 febbraio 2020

POESIA DELL'ORTO

Terapia di rilassamento
POESIA DELL’ORTO

 Mentre in piedi sto sulla verde e tenera erba, mi accorgo di godere di ciò che provo sulla pelle nelle tiepide e frizzanti ore che trascorro nel cuore dei giorni chiari di metà Marzo.

    Obbligato da un fiore primaticcio a fare l’inchino per raccogliere davanti a me una viola viola.

    Mentre un irrefrenabile impulso mi fa sniffare il suo delicato profumo che mi cambia la dimensione di percezioni,  portandomi ai pensieri di antichi ricordi che piegano delicatamente gli angoli della mia bocca in un lieve sorriso.

Mi accorgo della lieve e tiepida brezza, solo perché vedo le foglioline tremanti.

    Mentre un sussurro con effetto antidepressivo giunge armonioso al mio udito con la sinfonia di centinaia di becchi canterini che con un intreccio di suoni esprimono il desiderio di un partner accondiscendente per il proseguo delle loro vite, glorificando a loro modo il creatore del tutto.

Esprimono in coro e continuativo carillon di Lodi descritto nel Salmo 150.




LA MANSARDA

Libera da piccioni e 
pipistrelli
LA MANSARDA
Ex piccionaia luogo di riposo di piccioni pipistrelli e passeri, silenziosa buia e polverosa, piena di residui più disparati ormai dimenticati, ora  mansarda. Trentaaaametriiiiiiquadriiiiiiiigodibili + 70 mq. per sistemazione di cose più basse, la sua conformazione è stata la causa di tante testate, col trigemino lesionato che si è poi risolto dopo 3 mesi di dolori atroci.    
Colombi pipistrelli stornelli e passeri costretti a traslocare all'arrivo dei  muratori coi martelli,  e col rimbombante rumore di badin e badan, fanno la trasformazione, impianti, bagni cucina, camerette, grandi finestre, una bella vista, un ambiente molto confortevole e ben vivibile, e come dice mia moglie, con un buon profumo di casa. 
Così la vita collinare barbareschina (cioè nel senso di Barbaresco) scorre via in modo sereno.
Tuttavia, come una bellissima perla è racchiusa in un involucro crostaceo, così la crosta delle solette racchiudono un vivere piacevole, oppure come nel racconto della “piccola fiammiferaia” che per riscaldarsi le mani utilizza il calore che si sprigiona dalla fiamma del  fiammifero acceso, così è il nucleo familiare anche se abita nel piccolo, è  comunque bello caloroso e tranquillo, dove è sufficiente una piccola fiamma di parole gentili per sentire il calore.             
     E… di Ab….

NEVICA AL DI LA DEL VETRO

Il gioco più bello
FUORI NEVICA

I fiocchi cadono dal cielo quasi infiniti, unici, silenziosi, delicati. 

E' sufficiente il tocco di un dito che si sciolgono lasciando una lieve umidità, sono bianchi, di grado zero per il termometro, cadono fuori dalla finestra, cadono uno sopra l’altro, coprono ogni cosa non calda perché sono sensibili al calore.

Cadono ad un ritmo variabile ora lentamente e poi aumentano di numero, aumentano anche di volume, a volte diventano come chicchi di riso tintinnanti. 

Quando cadono, i rumori si attenuano perché i fiocchi li assorbono facendo da isolante, i fiocchi cadono anche sugli uccelli che arruffando le piume per mantenere il calore corporeo, si zittiscono e si ritirano sotto le fronde più scure degli alberi sempreverdi.

Cadono i fiocchi sul muschio e sul piccolo fiore rimasto che resiste alla gravità del loro peso per un po' facendo un capolino sempre più piccolo, fino al suo cedimento totale.

Gli adulti si preoccupano della mobilità sulle strade, e gli spazzaneve sono in attesa di una quantità sufficiente per entrare in funzione per la sua rimozione.

La neve cade per la gioia dei bambini, che con occhi spalancati ne seguono la caduta al di là dei vetri, mentre i ragazzi coi guanti infilati non vedono il momento in cui potranno esibirsi come artisti nel fare il pupazzo di neve.

Cade la neve fuori dalla finestra e mi viene voglia di farmi un caffè.

Cade... la neve cade.





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En.. di Ab….

LA MORTE DIETRO IL PARAVENTO

Quando si distente a volte
è finita. 

GEMITI E RANTOLI UN LUNGO ESPIRO, E POI SILENZIO

La fine del tuo coniuge, e tu eri nel traffico con l'affanno di poter arrivare in tempo.
Era allo stato terminale, l'infermiera le ha dato l'ultima medicina solo come proforma, ma ormai consapevole della sua ultima ora o minuti.
Poi mentre si allontanava ha allungato il libro del paravento o separé.
Lei sola ormai inconsapevole ha fatto l'ultima esalazione col suo ultimo espiro.
Gli impulsi elettrici delle sinapsi del cervello si sono spenti, la tonicità delle sue cellule hanno cominciato il rilassamento, innescando un meccanismo perverso di chimica per tornare polvere.
La vita era terminata, lacrime dolore strilla sono ormai impotenti.
Rimane l'urgenza di coprire e seppellire il passato, passato rimasto nelle fotografie, nei filmati e nella memoria che sbiadisce col passare del tempo fino ad azzerarsi per i più .
Maria e Maddalena piangevano la morte del loro fratello Lazzaro.
Ma c'era uno che non vedeva l'ora di far vedere al mondo il processo inverso.
Gesù chiese a queste due sorelle addolorate se credevano di poter vedere tornare in vita il loro fratello con queste parole:
"Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi esercita fede in me, anche se muore, tornerà a vivere....tu ci credi?" Giovanni 11:25

Che meravigliosa promessa e una rincuorante speranza, ma specialmente l'emozionante realtà quando Marta e Maria videro Lazzaro uscire dalla tomba con le sue gambe.
Io ci credo, e tu ci credi?

DIETRO LA SIEPE

Un ambiente rilassante

COSA C'È DIETRO LA SCIEPE?
Un nascondiglio, un gatto, il buio, un serpente, un luogo segreto, l'infinito, una visuale migliore sulla valle, mia sorella che si è nascosta, o Teresa chiamata Silvia da Leopardi, il pallone che avevo perso, l'incognito, la paura, una cosa nascosta, la colpa di un peccato, 
l'emozione del primo bacio, un'altra siepe.....

Per la giovane mente è un immaginario caleidoscopio di immagini, di tutto e di più.
Per il giardiniere, è un lavoro dove può sfoggiare il suo estro provando soddisfazione.
Per il proprietario, è un biglietto da visita.
Per noi che la osserviamo in fotografia attraverso lo schermo del tablet, proviamo alcuni momenti gradevoli, anche se non ci sono fiori.
Per il topo preso dal gatto, è la sua fine.
Dietro la siepe c'è un intero mondo con prospettive infinite.
Dietro la siepe c'è il mistero che incuriosisce e se vuoi saperlo devi allungare il collo e osservare in basso.
Conoscere, sapere, ti da pace, una volta che lo scopri perdi forse l'interesse? No ma vuoi saperne sempre di più. 

Ora immagina se la siepe è la cortina che separa il visibile dall'invisibile, le domande si moltiplicano, ecco perché il salmista chiese un aiuto per conoscere, per saperne di più:
"Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio. Il tuo spirito è buono: mi guidi su un terreno pianeggiante" Salmo 143:10
"Questo significa vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo" Giovanni 17:3
Dietro la siepe c'è l'infinito.
Dietro la siepe c'è Dio ma lo devi cercare.



domenica 16 febbraio 2020

SOLITUDINE CHE PORTA AL DEGRADO. ESISTE UNA SPERANZA

 

Simbolo di un'incuria che porta
al degrado
Quando non c'è nessuno che lo
sostituisca

Una porta chiusa con le ragnatele negli angoli.

Un tavolo impolverato con sopra una testata di un giornale imbrunito e stropicciato.
Un lavello pieno di stoviglie sporche.
Un gatto spelacchiato che si gratta le pulci.
La cassetta della posta piena di pubblicità pressate.
Nessuna telefonata, nessun messaggio.
Una radio guasta col filo dell'antenna penzoloni.
Un ragno che costruisce la sua ragnatela sul vetro puntinato da escrementi di mosche e spaccato in 3. 
Un single che in posizione gobba mangia nella scatola tonno e piselli.
Il ritornello dell'ambulanza che svincola nelle curve in lontananza.
Il raduno dei corvi sull'albero spoglio che esplodono nel silenzio con il loro KRAA KRAA KRAA facendo a gara a chi lo fa più forte.
Un cane che ulula da qualche parte perché è solo anche lui come un cane.
Guardare le macchie grigie che sono sulla parete della cucina dove in precedenza hai schiacciato le zanzare gonfie del tuo sangue.
Il gocciolare del rubinetto del bagno che nel silenzio della notte cade nella ciotola ormai colma con rumore esagerato.
Osservare gli schizzi del sugo datati che sono al livello del tavolo.
Il fischio del vento sulla foglia penzoloni di una canna rotta.
Bere l'acqua in un bicchiere con le gocce di calcare attorno.
Nessun parente o se ci sono, sono molto lontani.
Diverse cimici in giro che si alternano a fare dei brevi voli.
Una candela consumata e spenta con lo stoppino caduto e ancora fumante.
Le briciole per terra che fanno lavorare con frenesia le formiche piccole.
Silenzio, depressione, un pensiero fisso, il vuoto.
Nessun sentimento, nessuna reazione.
Impossibile anche la realizzazione del pensiero volgare della solitudine di Gianna che lei poi ha trovato l'America.

Chissà perché queste immagini mi fanno pulsare nella mente un nome che tribolo a metterlo nero su bianco per via della pubblicità avversa dei media che la descrivono come vendicativa, 
'LA VECCHIA RUSSIA'
Che ai suoi nemici faceva, e fa bere la polvere di plutonio.

Immagini di tristezza e di abbandono simili a quelle che evoca il ponte Morandi dimenticato dai responsabili, e abbandonato all'incuria della salsedine, del vento, del sole, della pioggia, della ruggine, dell'eccessivo traffico, delle vibrazioni dei pesanti super tir. 

Ponte abbandonato , come lo è la donna sola nella casa, ma ecco che inaspettatamente arriva lui con un Kawasaki 1000 CC tutta cromata e i vetri della casa col mastice secco cominciano a vibrare battendo sui chiodini di fermo, lui che, fuori nel cortile seduto sulla lunga sella  borchiata, insiste impaziente e gira a manetta l'acceleratore facendo quasi esplodere il motore con un rumore simile a un aereo in decollo.
Solitudine e degrado via, gettate alle spalle, salta sulla moto e vai.

Come è vero il detto che due sono meglio di uno.
Se poi tu sei consapevole di non essere solo, perché stai cercando come amico il N 1 dell'universo, 'wow', mai più degrado e ne solitudine, ma voglia di vivere, e di parlare, perché ti protendi verso di Lui che ti sta' invitando con le seguenti parole.
Isaia 41:10. "Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Ti rafforzerò, ti aiuterò, ti sorreggerò con la mia destra di giustizia".
Non ti scalda il cuore questa citazione?
Se poi il tuo credere diventa stabile, vai in giuggiole.